Colon infiammato: un male per tanti dolori

Quanto è lungo il colon?

Il colon possiede una lunghezza complessiva di un metro e mezzo, ma essa risulta variabile, come anche quella dell’intestino tenue.
Le cause dell’infiammazione
I rimedi naturali e con medicinali
Che cosa mangiare per stare meglio

Quali sono le malattie e i disturbi a cui è più esposto?

Essendo una parte del corpo molto delicata e in cui si annidano di più i batteri, soprattutto quelli fecali, il colon è soggetto a diverse patologie. A livello vascolare la più comune è l’angiodisplasia, che si manifesta in genere con sanguinamenti occulti.
Questa eventualità potrebbe allarmare molto un paziente in quanto la visione del sangue è sempre delicata ed è in grado di ferire il paziente anche sul piano emotivo.

Per quanto riguarda le infiammazioni del colon, esse sono conosciute con il nome di coliti: tra quest’ultime possiamo trovare la rettocolite ulcerosa, la colite pseudomembranosa e il morbo di Crohn, che è un tipo di infiammazione cronica ed è considerata di tipo immune.

Le altre malattie che colpiscono quest’organo con maggiore frequenza sono:

  • l’invaginazione,
  • la diarrea,
  • la stitichezza,
  • la sindrome dell’intestino irritabile,
  • il morbo di Hirschsprung,
  • il carcinoma del colon retto.

Quest’ultimo rappresenta il quarto cancro più diffuso in Italia e ogni anno, provoca almeno 113 decessi.

Quale funzione hanno le mucose intestinali?

Le mucose intestinali, che si trovano nella parte più interna dell’intestino, hanno lo scopo di aumentare al massimo le capacità digestive e di assorbimento dell’organismo e mantenerle efficienti è un ottimo sistema per scongiurare un’indebolimento complessivo dell’apparato intestinale.

Cosa è il colon trasverso?

Il colon trasverso, o traverso, è il proseguimento del colon ascendente. È lungo circa 50 centimetri e si trova tra la flessura colica destra e la flessura colica sinistra (chiamate anche flessura epatica e flessura splenica). Serve a localizzare meglio un dolore e considerata la lunghezza totale dell’intestino, risulta indispensabile “spezzettarlo” in più sezioni, attribuendo a ciascuna di esse un nome preciso.
Questo specifico tratto forma una curva nella parte postero-inferiore dell’intestino che può variare da soggetto a soggetto, per poi piegarsi bruscamente verso il basso formando la flessura splenica e dando origine al colon discendente.

In alcuni soggetti, anche se non in tutti, questa concavità ha un’ampiezza tale da raggiungere addirittura la zona pelvica.

Cosa è il colon discendente e perché avviene questa divisione?

Il colon discendente è una continuazione del colon trasverso. Lungo appena 25 centimetri, riveste un’importanza minore rispetto al colon ascendente, ma ha più appendici epiploiche.
È diviso dal secondo in quanto, a differenza di quest’ultimo, è in stretto rapporto con alcuni organi importanti del corpo, come ad esempio il rene sinistro, l’arteria e la vena genitali della parte sinistra e, in alcuni casi particolari, anche con la milza.

Quali sono i sintomi di un colon soggetto a infiammazione?

Fitte all’ano: sono comuni a molte infezioni che, per fortuna, sono anche passeggere, come le ragadi anali, le emorroidi e l’ascesso perianale. Tuttavia, se i dolori persistono e diventano sempre più acuti, è consigliabile una visita dal medico, in quanto potrebbero essere il segnale di una malattia sessualmente trasmissibile in corso o l’inizio di un carciroma ano-rettale.
Ano gonfio: l’ano rigonfio è il primo sintomo di una patologia emorroidaria o di un prolasso rettale, che non è altro che una fuoriuscita di una parte dell’intestino retto attraverso il canale anale. Le cause precise sono tuttora sconosciute. Resta il disagio fisico ed una sensazione di desolazione di fronte ad un sintomo che è difficile da lenire.
Spasmo anale: si prova generalmente quando sono presenti dei disturbi che interessano l’ano o la zona rettale.
Dolori addominali: sono spesso il segnale di alcune malattie che possono essere di origine colica oppure no, come il cancro al colon, la colite, la diverticolite, l’ebola, la celiachia, l’epatite, la gastroenterite o l’infarto intestinale. In alcuni soggetti i dolori addominali possono indicare anche un’intolleranza alimentare, come quella al lattosio.
Feci non formate: possono essere causate da un malfunzionamento del colon, dalla sindrome dell’intestino irritabile o da patologie gastrointestinali.
Stipsi prolungata: la stipsi prolungata, o stitichezza, può essere dovuta ad una cattiva alimentazione, alla mancanza di fibre nella dieta o, nei casi più gravi, ad alcune malattie come il morbo di Parkinson, il cancro al colon, il diabete o l’uremia.
Mal di schiena: un sintomo comune a molte patologie come la scoliosi, il sovrappeso o la sciatalgia. In alcuni casi però può essere semplicemente causato da una postura non corretta, da un trauma o da un intenso sforzo fisico. Può essere curato con massaggi oppure con l’applicazione di pomate o l’esecuzione di alcuni esercizi di ginnastica dolce.

analisi di un colon infiammato

Perché ho il colon in fiamme?

La sindrome del colon in fiamme, o colon irritabile, può essere causata da molti fattori, come ad esempio le intossicazioni alimentari e la celiachia. Tuttavia nei soggetti più sensibili non è raro che questa condizione si manifesti in seguito ad eventi stressanti, all’inizio del ciclo mestruale o durante la gravidanza.

Perché un intestino è più sensibile di un altro?

Può capitare che un intestino sia più sensibile rispetto ad un altro a causa della costituzione fisica, di una cura farmaceutica (come nel caso del morbo di Parkinson) o della presenza di una o più intolleranze alimentari.

Come si cura una colite?

Come curare una colite? Si possono seguire due strade: o attraverso un cambiamento dell’alimentazione, che dovrà essere ricca di acqua e di fibre, o tramite l’assunzione di farmaci antispastici, ansiolitici o antidepressivi, che dovranno essere sempre prescritti dal medico e mai presi di propria iniziativa.
Rimedi per alleviare il dolore: nei casi meno gravi e non cronici, è possibile alleviare il dolore provocato dalla colite bevendo una o più tazze al giorno di infuso di camomilla o di malva. Se non l’avete, come alternativa potete assumere una o più tazze di tisana alla melissa o di tisana alla menta.
Cosa mangiare per stare meglio: avena, orzo, riso, tapioca, brodo di verdure, carne bianca cucinata ai ferri o al vapore, pesce lesso, patate e carote bollite, formaggi non fermentati, yogurt con fermenti lattici, frutta cotta, frutta, verdura e alimenti integrali.
Quali cibi vanno evitati come la peste: cibi spazzatura e ricchi di grassi, brodo di carne, insaccati, spezie, carni rosse, selvaggina, pesce grasso, pane fresco, verdure crude, cioccolato, panna, alimenti in scatola o già pronti, frutta acerba, uva, cavoli, broccoli, frutta secca, gelati, alcolici e caffè.

La dieta del colon infiammato

Qual è la dieta da seguire per chi ha il colon infiammato?

In linea di massima la cosa migliore da fare sarebbe quella di rivolgersi ad un dietologo, affinché possa prescrivere la giusta alimentazione da seguire, in quanto non tutte le diete che si trovano in rete sono indicate per tutti i casi di colon infiammato o di intestino irritabile.
Tuttavia ci sono alcuni cibi che si dovranno tenere sempre nel frigo o nella dispensa, come le banane, il kefir di cocco, il miso, lo yogurt con fermenti lattici, il pane, la pasta (meglio se integrale), il riso, i cracker, la carne, il pesce, sia fresco sia surgelato, e i formaggi stagionati, come il Grana Padano Dop.
Una tisana rilassante che può aiutare, oltre a quelle che abbiamo già visto, è quella ai semi di psillio: oltre ad essere dotata di proprietà anti-infiammatorie, emollienti e protettive, è anche indicata per tutte le persone che soffrono di stipsi croniche, in quanto il psillio è un efficace, ma innocuo, lassativo naturale.

Farmaci: cosa prendere per sentirsi meglio

Il feedcolon funziona?
Sì, non solo va bene, ma presenta un ulteriore vantaggio, considerato come questo medicamento possa essere assunto anche per lunghi periodi, sino a quando il colon tornerà a funzionare in modo regolare.

Il valpinax può essere utile?

Il valpinax può essere utilizzato per contrastare la colite ulcerosa, tuttavia si raccomanda l’assunzione solo dietro prescrizione medica in quanto potrebbe creare gravi effetti collaterali nelle persone che sono allergiche a uno o più dei suoi principi attivi.
L’uso invece è sconsigliato alle persone che soffrono di glaucoma, alle donne incinte, ai soggetti che bevono alcol e a quelli che assumono già delle medicine che, se messe a contatto con uno o più componenti del valpinax, potrebbero perdere di efficacia.

Meglio rimedi naturali o medicinali?

Le infiammazioni al colon possono essere curate sia con i rimedi naturali sia seguendo una terapia farmacologica, anche se a lungo andare, i trattamenti del secondo tipo, tendono a stressare maggiormente il nostro corpo.

Come rinforzare le mucose intestinali?

Le mucose intestinali si possono rinforzare in diversi modi e questa soluzione si rivela molto risolutiva per migliorare la salute del nostro colon.
Possiamo rendere più forti le mucose che rivestono l’intestino, con un regime alimentare mirato, ad esempio includendo nella dieta i germogli di soia, l’olio di semi di lino, il riso e i mirtilli.
Nei casi più gravi, soprattutto se la colite è provocata da un’indigestione, può essere utile sottoporre l’intestino ad un digiuno di 16 ore una volta a settimana.

Cosa mangiare nello specifico se si ha la diarrea?

La prima cosa da fare in caso di diarrea è quella di interrompere per qualche giorno l’assunzione di latticini e dei loro derivati, che tendono ad aggravare il disturbo.
Per quanto riguarda invece la dieta da seguire, si dovrebbe invece prediligere il consumo di alimenti come carne di manzo o di maiale, carne bianca, uova cotte, pane, farina bianca, cereali, farina d’avena o di riso, carote, funghi, zucca, asparagi, fagiolini e patate al forno o bollite.

Si raccomanda inoltre l’assunzione di almeno dieci bicchieri di acqua al giorno e di evitare invece verdure che favoriscono l’aria nello stomaco, come peperoni, broccoli e verdure in foglia, legumi, prugne, pere, caffè, bevande che contengono caffeina e gasate.

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