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Cibo cinese e colite

Nei paesi occidentali si sente sempre più spesso parlare di cucina cinese. La capillare diffusione di piatti e pietanze tipiche della cucina orientale è molto legata al flusso migratorio cinese degli ultimi anni ed alla conseguente nascita delle Chinatowns, quartieri locali nei quali poter vivere una vita comunitaria basata sulle tradizioni.

L’apprezzamento nei confronti delle pietanze cinesi sta sempre più crescendo a scapito di scetticismo e pregiudizi. Tra i tanti piatti proposti, gli italiani ne apprezzano in particolare alcuni che si annoverano anche tra i più conosciuti. Di seguito saranno elencate alcune tra le più note ricette cinesi.

tipico cibo cinese alla griglia

  1. Involtino primavera

L’involtino primavera è un antipasto cinese così chiamato in quanto ritenuto prodotto stagionale.

E’ realizzato con una sfoglia di carta pasta wonton o riso, riempita con diversi tipi di verdura e successivamente fritta.

Gli ingredienti principali di un involtino primavera cinese sono l’aglio, lo zenzero fresco, delle cipolle in fettine, il peperone rosso, le carote, il cavolo cinese, i germogli di soia ed infine la salsa di soia.

  1. Ravioli al vapore

I ravioli al vapore, noti anche come Jaozi, sono dei fagottini ripieni di carne o verdure. Sono molto diffusi in tutti i paesi del sudest asiatico nonostante ciascuno ne abbia una diversa versione.

  1. Anatra pechinese

Un piatto estremamente apprezzato della cucina cinese è l’anatra alla pechinese, nota anche come anatra laccata.

L’anatra laccata si annovera tra i più raffinati e famosi piatti di Pechino e più in generale della Cina.

La sua preparazione, abbastanza complessa, non è considerata alla portata di chiunque. La cottura richiede tre passaggi da compiersi a tre temperature diverse al fine di ottenere una pelle croccante e lucida ed una carne molto morbida.

Per una preparazione che possa considerarsi perfetta, infatti, l’anatra deve finire la sua cottura in forni alimentati solo con legna di alberi da frutto dopo essere stata sbollentata per pochi istanti e cosparsa con una salsa di miele.

Quando si pensa al cibo cinese, però, è importante ricordare che vi sono delle differenze tra i cibi che mangiano davvero in Cina e i piatti serviti nei ristoranti cinesi in Italia.

La cucina cinese è composta da otto diverse cucine. In Italia i ristoranti cinesi realizzano maggiormente piatti tipici della cucina cantonese, con prodotti leggeri e realizzati al vapore adattando le pietanze cinesi ai palati occidentali.

L’apporto calorico della cucina cinese non è molto elevato. In generale prodotti come gli insaccati, il burro, il pane, il latte ed i suoi derivati non sono presenti e per questo può essere considerata una tra le cucine meno caloriche.

Una pietanza molto consumata in Cina è il riso in quanto si ritiene questo faccia bene alla salute. E’ infatti considerato un alimento disintossicante con effetto di stimolo all’evacuazione intestinale. Proprio per questa ragione gran parte delle pietanze cinesi sono preparate a base di riso.

In Italia è molto diffuso lo stereotipo della cucina cinese malsana. Naturalmente questo è vero solo nel momento in cui viene realizzata con prodotti vecchi o scadenti.

Molti dichiarano di aver accusato problemi di irritabilità intestinale dopo aver mangiato in un ristorante cinese. Si tratta di colite, una malattia che colpisce colon e retto, infiammando la mucosa intestinale e generando dolori addominali.

Di fronte a problemi intestinali legati al cibo cinese ci si chiede se la colite sia più diffusa in Cina o in occidente e perché.

La risposta è che la colite è maggiormente presente in occidente a causa del fatto che non si è abituati a mangiare determinate pietanze e che di conseguenza è più difficile digerirle.

Vi sono naturalmente alcuni cibi che fanno meno male all’intestino rispetto ad altri. Quelli realizzati a base di riso, ad esempio, aiutano molto contro la digestione lenta.

In un ristorante cinese si ha la possibilità di scegliere il proprio piatto preferito all’interno di un ricco menù composto da antipasti, riso o pasta, zuppe, pollo, vitello, maiale, pesce e ottimi dolci tipici.

Molto noti sono i nidi di rondine, piccoli cesti realizzati proprio dalle rondini che utilizzano le proprie secrezioni salivari. Apprezzatissimi sono anche gli spaghetti alla piastra, così come il pollo cinese servito assieme ai più svariati contorni o le numerose ricette realizzate a base di pesce cinese come gli spiedini, le polpette di pesce o i gamberi. Chiunque abbia mangiato in un ristorante cinese ha sicuramente assaggiato le patate cinesi, tuberi che costituiscono un’importante fonte proteica. Sono molto buone anche le verdure cinesi, anch’esse servite in diversi modi.

Quando le si assaggia ci si chiede se le verdure cinesi siano come le nostre. In generale le verdure che utilizzano in Cina sono uguali a quelle italiane nonostante i modi di coltivazione ed i tempi del raccolto siano in parte differenti.

Ogni ristorante cinese che possa considerarsi all’altezza serve sempre i propri piatti accompagnati da salse cinesi. Conosciute sono la salsa Chili al peperoncino dolce, utilizzata per insaporire le carni ola salsa di soia, gustata assieme agli involtini primavera.

Tra i più amati dolci tipici cinesi si annovera il gelato cinese. Si tratta di un dessert noto come gelato fritto e preparato formando delle palline di gelato alla vaniglia ancora solido da immergersi in una pastella precedentemente preparata.

Diversa dalla tipica idea occidentale è la colazione cinese. Si gustano, per esempio, il ji dan bing, una sorta di frittata molto sottile oppure i ravioli di carne cotti al vapore.

Naturalmente, data la particolarità, ci si domanda se la colazione cinese sia pericolosa per il colon. La risposta è ancora una volta da ricondursi alle abitudini. La colazione cinese, quindi, diviene pericolosa per il colon quando non si è abituati a mangiare in un certo modo.

Un’altra domanda che molto spesso ci si pone è: ‘’E’ meglio mangiare la cucina asiatica a pranzo o a cena?” Naturalmente dipende da quali sono i piatti ai quali ci si accosta. Pietanze come ravioli al vapore o pesce alla piastra possono essere mangiate anche a cena, mentre sarebbero da evitare i cibi cinesi maggiormente ricchi di grassi e quindi più difficili da digerire.

 

Colon infiammato: un male per tanti dolori

Quanto è lungo il colon?

Il colon possiede una lunghezza complessiva di un metro e mezzo, ma essa risulta variabile, come anche quella dell’intestino tenue.
Le cause dell’infiammazione
I rimedi naturali e con medicinali
Che cosa mangiare per stare meglio

Quali sono le malattie e i disturbi a cui è più esposto?

Essendo una parte del corpo molto delicata e in cui si annidano di più i batteri, soprattutto quelli fecali, il colon è soggetto a diverse patologie. A livello vascolare la più comune è l’angiodisplasia, che si manifesta in genere con sanguinamenti occulti.
Questa eventualità potrebbe allarmare molto un paziente in quanto la visione del sangue è sempre delicata ed è in grado di ferire il paziente anche sul piano emotivo.

Per quanto riguarda le infiammazioni del colon, esse sono conosciute con il nome di coliti: tra quest’ultime possiamo trovare la rettocolite ulcerosa, la colite pseudomembranosa e il morbo di Crohn, che è un tipo di infiammazione cronica ed è considerata di tipo immune.

Le altre malattie che colpiscono quest’organo con maggiore frequenza sono:

  • l’invaginazione,
  • la diarrea,
  • la stitichezza,
  • la sindrome dell’intestino irritabile,
  • il morbo di Hirschsprung,
  • il carcinoma del colon retto.

Quest’ultimo rappresenta il quarto cancro più diffuso in Italia e ogni anno, provoca almeno 113 decessi.

Quale funzione hanno le mucose intestinali?

Le mucose intestinali, che si trovano nella parte più interna dell’intestino, hanno lo scopo di aumentare al massimo le capacità digestive e di assorbimento dell’organismo e mantenerle efficienti è un ottimo sistema per scongiurare un’indebolimento complessivo dell’apparato intestinale.

Cosa è il colon trasverso?

Il colon trasverso, o traverso, è il proseguimento del colon ascendente. È lungo circa 50 centimetri e si trova tra la flessura colica destra e la flessura colica sinistra (chiamate anche flessura epatica e flessura splenica). Serve a localizzare meglio un dolore e considerata la lunghezza totale dell’intestino, risulta indispensabile “spezzettarlo” in più sezioni, attribuendo a ciascuna di esse un nome preciso.
Questo specifico tratto forma una curva nella parte postero-inferiore dell’intestino che può variare da soggetto a soggetto, per poi piegarsi bruscamente verso il basso formando la flessura splenica e dando origine al colon discendente.

In alcuni soggetti, anche se non in tutti, questa concavità ha un’ampiezza tale da raggiungere addirittura la zona pelvica.

Cosa è il colon discendente e perché avviene questa divisione?

Il colon discendente è una continuazione del colon trasverso. Lungo appena 25 centimetri, riveste un’importanza minore rispetto al colon ascendente, ma ha più appendici epiploiche.
È diviso dal secondo in quanto, a differenza di quest’ultimo, è in stretto rapporto con alcuni organi importanti del corpo, come ad esempio il rene sinistro, l’arteria e la vena genitali della parte sinistra e, in alcuni casi particolari, anche con la milza.

Quali sono i sintomi di un colon soggetto a infiammazione?

Fitte all’ano: sono comuni a molte infezioni che, per fortuna, sono anche passeggere, come le ragadi anali, le emorroidi e l’ascesso perianale. Tuttavia, se i dolori persistono e diventano sempre più acuti, è consigliabile una visita dal medico, in quanto potrebbero essere il segnale di una malattia sessualmente trasmissibile in corso o l’inizio di un carciroma ano-rettale.
Ano gonfio: l’ano rigonfio è il primo sintomo di una patologia emorroidaria o di un prolasso rettale, che non è altro che una fuoriuscita di una parte dell’intestino retto attraverso il canale anale. Le cause precise sono tuttora sconosciute. Resta il disagio fisico ed una sensazione di desolazione di fronte ad un sintomo che è difficile da lenire.
Spasmo anale: si prova generalmente quando sono presenti dei disturbi che interessano l’ano o la zona rettale.
Dolori addominali: sono spesso il segnale di alcune malattie che possono essere di origine colica oppure no, come il cancro al colon, la colite, la diverticolite, l’ebola, la celiachia, l’epatite, la gastroenterite o l’infarto intestinale. In alcuni soggetti i dolori addominali possono indicare anche un’intolleranza alimentare, come quella al lattosio.
Feci non formate: possono essere causate da un malfunzionamento del colon, dalla sindrome dell’intestino irritabile o da patologie gastrointestinali.
Stipsi prolungata: la stipsi prolungata, o stitichezza, può essere dovuta ad una cattiva alimentazione, alla mancanza di fibre nella dieta o, nei casi più gravi, ad alcune malattie come il morbo di Parkinson, il cancro al colon, il diabete o l’uremia.
Mal di schiena: un sintomo comune a molte patologie come la scoliosi, il sovrappeso o la sciatalgia. In alcuni casi però può essere semplicemente causato da una postura non corretta, da un trauma o da un intenso sforzo fisico. Può essere curato con massaggi oppure con l’applicazione di pomate o l’esecuzione di alcuni esercizi di ginnastica dolce.

analisi di un colon infiammato

Perché ho il colon in fiamme?

La sindrome del colon in fiamme, o colon irritabile, può essere causata da molti fattori, come ad esempio le intossicazioni alimentari e la celiachia. Tuttavia nei soggetti più sensibili non è raro che questa condizione si manifesti in seguito ad eventi stressanti, all’inizio del ciclo mestruale o durante la gravidanza.

Perché un intestino è più sensibile di un altro?

Può capitare che un intestino sia più sensibile rispetto ad un altro a causa della costituzione fisica, di una cura farmaceutica (come nel caso del morbo di Parkinson) o della presenza di una o più intolleranze alimentari.

Come si cura una colite?

Come curare una colite? Si possono seguire due strade: o attraverso un cambiamento dell’alimentazione, che dovrà essere ricca di acqua e di fibre, o tramite l’assunzione di farmaci antispastici, ansiolitici o antidepressivi, che dovranno essere sempre prescritti dal medico e mai presi di propria iniziativa.
Rimedi per alleviare il dolore: nei casi meno gravi e non cronici, è possibile alleviare il dolore provocato dalla colite bevendo una o più tazze al giorno di infuso di camomilla o di malva. Se non l’avete, come alternativa potete assumere una o più tazze di tisana alla melissa o di tisana alla menta.
Cosa mangiare per stare meglio: avena, orzo, riso, tapioca, brodo di verdure, carne bianca cucinata ai ferri o al vapore, pesce lesso, patate e carote bollite, formaggi non fermentati, yogurt con fermenti lattici, frutta cotta, frutta, verdura e alimenti integrali.
Quali cibi vanno evitati come la peste: cibi spazzatura e ricchi di grassi, brodo di carne, insaccati, spezie, carni rosse, selvaggina, pesce grasso, pane fresco, verdure crude, cioccolato, panna, alimenti in scatola o già pronti, frutta acerba, uva, cavoli, broccoli, frutta secca, gelati, alcolici e caffè.

La dieta del colon infiammato

Qual è la dieta da seguire per chi ha il colon infiammato?

In linea di massima la cosa migliore da fare sarebbe quella di rivolgersi ad un dietologo, affinché possa prescrivere la giusta alimentazione da seguire, in quanto non tutte le diete che si trovano in rete sono indicate per tutti i casi di colon infiammato o di intestino irritabile.
Tuttavia ci sono alcuni cibi che si dovranno tenere sempre nel frigo o nella dispensa, come le banane, il kefir di cocco, il miso, lo yogurt con fermenti lattici, il pane, la pasta (meglio se integrale), il riso, i cracker, la carne, il pesce, sia fresco sia surgelato, e i formaggi stagionati, come il Grana Padano Dop.
Una tisana rilassante che può aiutare, oltre a quelle che abbiamo già visto, è quella ai semi di psillio: oltre ad essere dotata di proprietà anti-infiammatorie, emollienti e protettive, è anche indicata per tutte le persone che soffrono di stipsi croniche, in quanto il psillio è un efficace, ma innocuo, lassativo naturale.

Farmaci: cosa prendere per sentirsi meglio

Il feedcolon funziona?
Sì, non solo va bene, ma presenta un ulteriore vantaggio, considerato come questo medicamento possa essere assunto anche per lunghi periodi, sino a quando il colon tornerà a funzionare in modo regolare.

Il valpinax può essere utile?

Il valpinax può essere utilizzato per contrastare la colite ulcerosa, tuttavia si raccomanda l’assunzione solo dietro prescrizione medica in quanto potrebbe creare gravi effetti collaterali nelle persone che sono allergiche a uno o più dei suoi principi attivi.
L’uso invece è sconsigliato alle persone che soffrono di glaucoma, alle donne incinte, ai soggetti che bevono alcol e a quelli che assumono già delle medicine che, se messe a contatto con uno o più componenti del valpinax, potrebbero perdere di efficacia.

Meglio rimedi naturali o medicinali?

Le infiammazioni al colon possono essere curate sia con i rimedi naturali sia seguendo una terapia farmacologica, anche se a lungo andare, i trattamenti del secondo tipo, tendono a stressare maggiormente il nostro corpo.

Come rinforzare le mucose intestinali?

Le mucose intestinali si possono rinforzare in diversi modi e questa soluzione si rivela molto risolutiva per migliorare la salute del nostro colon.
Possiamo rendere più forti le mucose che rivestono l’intestino, con un regime alimentare mirato, ad esempio includendo nella dieta i germogli di soia, l’olio di semi di lino, il riso e i mirtilli.
Nei casi più gravi, soprattutto se la colite è provocata da un’indigestione, può essere utile sottoporre l’intestino ad un digiuno di 16 ore una volta a settimana.

Cosa mangiare nello specifico se si ha la diarrea?

La prima cosa da fare in caso di diarrea è quella di interrompere per qualche giorno l’assunzione di latticini e dei loro derivati, che tendono ad aggravare il disturbo.
Per quanto riguarda invece la dieta da seguire, si dovrebbe invece prediligere il consumo di alimenti come carne di manzo o di maiale, carne bianca, uova cotte, pane, farina bianca, cereali, farina d’avena o di riso, carote, funghi, zucca, asparagi, fagiolini e patate al forno o bollite.

Si raccomanda inoltre l’assunzione di almeno dieci bicchieri di acqua al giorno e di evitare invece verdure che favoriscono l’aria nello stomaco, come peperoni, broccoli e verdure in foglia, legumi, prugne, pere, caffè, bevande che contengono caffeina e gasate.

Bimixin: non solo anti diarrea

 


La Sindrome del colon Irritabile, comunemente conosciuta come colite spastica, sta ad indicare un insieme di sintomi infiammatori a carico del colon o di una sua porzione, che può essere curato con medicine come il Bimixin, ma anche metodi naturali, atti a rinforzare la mucosa intestinale. E’ proprio l’indebolimento di questo rivestimento protettivo ad essere la principale causa di questo disturbo e i trattamenti che andranno a seguire i pazienti colitici, saranno finalizzati al suo rafforzamento.
Ad ogni modo si tratta di una condizione cronica caratterizzata da periodi anche lunghi di remissione intervallati da fastidiose riacutizzazioni, anche se si tratta di un disturbo benigno, che non causa cambiamenti nell’anatomia intestinale e, soprattutto, non prelude a malattie serie come il cancro del colon e del colon-retto.
Chi ne soffre sa perfettamente con quali sintomi la colite spastica si manifesta, ovvero dolore o fastidio addominale, gonfiore, flatulenza, diarrea oppure stitichezza.
Poiché all’insorgere della Sindrome del Colon Irritabile contribuiscono diversi fattori scatenanti tra cui un regime alimentare scorretto e lo stress, a volte, specie nelle forme più lievi, qualche opportuno cambiamento delle abitudini a tavola e un maggior controllo di quegli elementi che possono provocare ansia e nervosismo, possono già di per sé attenuare significativamente la condizione dolorosa. Altre volte invece, soprattutto nei casi più seri, fare ricorso a farmaci anticolitici specifici diventa indispensabile, perchè la cura con metodi naturali (cosiddette cure della nonna) si dimostra eccessivamente blanda e poco risolutiva.
Bimixin è un farmaco antibiotico a base di neomicina e bacitracina, utile nel trattamento di qualsiasi tipo di affezione intestinale dovuta a microrganismi, decisamente sensibili alla loro azione.
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Una ricetta contro la colite

Anche se tutte le persone che soffrono a causa della colite avrebbero diritto a questi eccellenti medicinali, solo chi riceve il parere favorevole dal proprio merico curante, potrà goderne delle sue proprietà benefiche.
Non è certo un caso se queste pastiglie salutari siano acquistabili solo previa presentazione di relativa ricetta medica. A seconda delle preferenze personali e della minore o maggiore difficoltà nell’assumere medicinali solidi, il Bimixim, spesso prescritto per risolvere casi di colite spastica, è disponibile sia sotto forma di compresse che di sciroppo.
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Una reale panacea o solo un’esagerazione?

Quante persone siano effettivamente guarite grazie ad un trattamento medicinale di questo tipo non è dato sapere. Di sicuro, da quello che leggiamo sui forum di salute o sui gruppi di discussione a tema benessere, presenti su Facebook, si tratta di un valido palliativo.
Non possiamo certo affermare che faccia miracoli, poiché un trattamento medico incentrato su farmaci, a differenza di quelli caratterizzati dalla presenza di erbe ed essenze, dovrà essere sempre ben ponderato ed attenzionato, in quanto comporta rischi superiori e spesso non di lieve entità.
Bimixin è certamente un ottimo antibiotico ed antibatterico, in grado di agire velocemente e in modo mirato contro eventuali microrganismi ospiti indesiderati del nostro intestino, ma proprio in virtù del repentino sollievo che è in grado di donare già subito dopo l’assunzione, la tentazione di prenderlo, magari anche in dosi elevate, al primo sintomo di un banale mal di pancia, è tutt’altro che remota e può essere decisamente pericolosa. Meglio mantenersi cauti e seguire una posologia anche inferiore, rispetto quella indicata nel bugiardino. Lasciare che il farmaco abbia i suoi effetti positivi e non scoraggiarsi per qualche piccola ricaduta. Provare i sintomi della colite spastica significa seguire un iter di spasmi acuti e recuperi fisici alternati, da cui è impossibile esimersi. Una volta superati, bisogna essere fiduciosi, perchè guarire da questo male all’intestino sarà assolutamente possibile.
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Effetti collaterali del farmaco

Esistono immediate e poco salutari conseguenze, che non hanno unicamente a che fare con il malfunzionamento della regolare produzione di succhi gastrici. Sembrerebbe che l’uso di Bimitix compresse, nel tentativo di arginare la dissenteria, potrebbe favorire una specie di forzatura nei confronti dell’intero organismo che sarà costretto coattivamente a trattenere delle feci, e quindi potenziali scorie e tossine, che invece preferirebbe eliminare al più presto.
Il malato di colite spastica dovrebbe imparare a convivere con i periodici fastidi che la sua condizione comporta e ricorrere a farmaci come il Bimixin solo quando la situazione è davvero insopportabile, caratterizzata cioè da dolori lancinanti, bruciore anale e scariche diarroiche che costringono a correre nel bagno più vicino ovunque ci si trovi.
Un blocco continuativo della peristalsi infatti, dovuto ad una prolungata assunzione di Bimixin, può comportare l’insorgere di crampi addominali persino più forti di quelli dovuti alla colite stessa. Rischiamo di diventare un cane che si morde…il colon.
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Cosa fare dunque per curare velocemente la colite
Per prima cosa, imparare a togliere dal nostro dizionario la parola “velocemente”. Avere fretta di guarire, senza un piano alimentare preciso, ovvero una dieta studiata ad hoc per la colite, sarebbe impensabile. Tempo al tempo, questo dobbiamo ripeterci, prima di entrare in una farmacia, disposti a spendere centinaia di euro, pur di alleviare i dolori lancinanti che accusiamo all’altezza dell’addome.
Il consiglio è di seguire lo stesso iter che vale, in fondo, per qualunque patologia, ovvero quello di ricorrere a prodotti sintetici, di origine farmacologica, solo quando strettamente necessario.
Ricordate che la colite spastica deriva sempre da un mix di fattori (predisposizione genetica, stress, ansia, alimentazione scorretta ecc.) che, almeno in larga misura, è possibile arginare semplicemente attuando uno stile di vita adeguato che tenga il più lontano possibile le cause del male stesso. La compagnia di un cane, può distrarci da tensioni emotive, che non abbiamo ancora irrisolto, ma di cui spesso non siamo neanche consapevoli. Colpire il problema ai fianchi per cercare di portarlo nell’angolo e sconfiggerlo su più riprese.

Pugili contro la colite spastica

Un regime alimentare sano e una moderata attività fisica sono norme basilari per favorire il giusto funzionamento del colon, indipendentemente dalle proprietà curative del Bimitix o altri farmaci antispastici o in grado di contrastare la stitichezza.
Certamente preferibili a soluzioni sintetiche, soprattutto dal punto di vista della prevenzione, si rivelano i fermenti lattici naturali, che riequilibrano l’apparato digerente rendendo più forte la flora batterica in esso naturalmente presente.
Far sì che i batteri “buoni” siano sempre in maggioranza rispetto a quelli “cattivi”, la cui eccessiva proliferazione è alla base di tanti malanni compresa la colite. Questo modo innovativo di affrontare il trauma in maniera naturale assicura all’intestino il recupero quelle solide fondamenta su cui è basato il suo prezioso compito all’interno del nostro corpo.

Patire di colon spastico

La sindrome del colon irritabile, chiamata anche colon spastico o colite spastica, è un fastidioso disturbo intestinale che si caratterizza per il diffuso dolore addominale, gonfiore, flatulenza e periodi di stitichezza alternati ad altri di diarrea.
Chi è affetto da colon spastico presenta in genere feci piccole, dure e ricoperte di muco; in taluni casi, quest’ultimo viene emesso da solo, anche senza l’espulsione di scarti fecali.
La colite spastica è una patologia diffusa e in continuo aumento, sintomo di una società che commette sempre più errori a tavola. Una stima realistica suppone che soffrano di questa patologia circa il 14-22% della popolazione.
Le donne sono vittime di tale disturbo in misura doppia rispetto ai maschi, soprattutto quelle appartenenti alla razza bianca, mentre la fascia di età che ne è maggiormente interessata è quella compresa fra i 30 e i 50 anni.

Perchè ci si ammala al colon

colon-tunnelLe cause alla base del colon irritabile sono ascrivibili essenzialmente ad alterazioni della motilità intestinale.
In particolare, quando sussiste stitichezza, questo è dovuto alla mancanza di movimenti che impediscono la progressione della materia fecale, mentre in caso di diarrea, si riscontra un eccessivo aumento della motilità accompagnato da una potente spinta verso l’esterno di ciò che è contenuto nell’intestino.
Le suddette alterazioni possono essere dovute a diversi fattori, fra cui una modificazione della flora batterica presente, con sopravvento dei batteri cattivi su quelli buoni, ma anche una dieta sbagliata, povera di fibre e di acqua, può giocare brutti scherzi per le mucose dell’intestino.
L’alimentazione squilibrata è una delle cause primarie di colon spastico: mangiare alimenti grassi, pesanti e difficili da digerire, consumare i pasti in fretta ed eventuali intolleranze (ad esempio a latte e derivati), sono abitudini che comportano, soprattutto se non subiscono modifiche nel tempo, gonfiori, flatulenza, dolori, costipazione e/o forme di dissenteria.
Il mancato apporto della giusta quantità di fibre inoltre, comporta una riduzione del volume delle feci, con conseguente rallentamento del passaggio degli alimenti all’interno dell’apparato digerente e difficoltà di evacuazione.
Anche il fattore psicologico gioca un ruolo di primaria importanza nell’insorgenza dei disturbi intestinali come il colon spastico, poiché è accertato come lo stress e le forti emozioni alterino la motilità intestinale nei soggetti sani e possano far degenerare la situazione in quelli che già ne sono afflitti. Non è un caso che disturbi psicologici di varia origine e natura, soprattutto ansia e depressione, si riscontrano quasi sempre nei pazienti affetti da colon irritabile (70-90% circa dei casi).

I sintomi e caratteristiche del colon spastico

I principali sono stipsi e/o di arrea, presenza di aria nell’intestino e dolore addominale, che possono presentarsi da soli o tra loro associati.
Va inoltre precisato che i sintomi del colon di tipo spastico sono caratterizzati dalla ciclicità, ovvero dall’alternanza di momenti in cui si presentano ad altri in cui risultano completamente assenti.

Come si riconosce la sindrome del colon irritabile e come si fa a differenziarla da altre patologie che si presentano con sintomi simili?
La prima cosa da fare, di fronte alle manifestazioni cliniche sopra descritte, è consultare un medico specialista, il quale, attraverso un’accurata anamnesi del soggetto ed eventualmente con l’ausilio di esami strumentali (esami del sangue e delle feci, radiografie, esami endoscopici), giungerà ad una diagnosi certa di colon irritabile, escludendo altre patologie intestinali.

I disturbi che derivano dalla sindrome del colon irritabile, una patologia, è bene chiarirlo, del tutto benigna, possono essere curati con ottimi risultati approntando una strategia che preveda una stretta collaborazione tra medico e paziente.
Poiché lo stress e la tensione nervosa sono riconosciuti come agenti scatenanti dei sintomi del colon irritabile, una prima elementare regola da osservare consiste nell’evitare situazioni stressanti ed emotivamente faticose per quanto è possibile.
Indispensabile per curare ogni tipo di colite è poi, ovviamente, una modificazione della dieta abituale. La più indicata alimentazione per colite e colon includerà grandi quantità di fibre, frutta, verdura ed acqua (circa 2 litri al giorno).
L’esercizio fisico infine, che aiuta a ridurre la tensione nervosa e a regolare le funzioni intestinali, non può mancare nell’ambito di una terapia seria ed efficace volta a risolvere il problema del colon spastico.
Semaforo giallo invece per i farmaci, sia quelli che servono ad alleviare i sintomi fisici della colite (dolori, diarrea, stitichezza ecc.), sia quelli indirizzati alla cura di ansia e depressione. Solo uno specialista può stabilire se sussista la necessità di assumere medicinali, quali essi debbano essere e la posologia giusta, altrimenti gli aspetti negativi di questo trattamento farmacologico potrebbero superare quelli positivi.
Si ricorda come la miglior cura per mantenere un colon sano sia uno stile di vita senza eccessi ed equilibrato.

Colite spastica fulminante

Con il termine “colite” ci si riferisce ad una condizione di infiammazione del colon dovuta alla presenza di batteri o virus.
Piuttosto spesso la colite è conseguenza di un trattamento antibiotico, specie se protratto nel tempo, che, distruggendo la normale flora batterica intestinale naturalmente presente in questa parte del corpo, esclude uno dei meccanismi di difesa, ovvero la competizione batterica, con cui l’organismo si protegge dalle aggressioni.
Dolori addominali, diarrea con feci commiste a sangue e muco e, a volte, febbre, sono i principali sintomi con cui la colite spastica in genere si manifesta.
La terapia è causale e può consistere in una cura farmacologica, nell’adesione ad uno specifico regime alimentare o in una combinazione di entrambe le opzioni.
Esistono diversi tipi di colite, alcuni meno aggressivi e più facili da curare, altri più complessi: la colite fulminante rientra in questa seconda categoria.

Ma cos’è, precisamente, la colite spastica fulminante?

Quale tipo di patologia si indica con tale espressione?
L’aggettivo stesso “fulminante” sta ad indicare la rapidità con cui la malattia si manifesta, paragonabile, per l’appunto, a quella di un fulmine che sferza il cielo durante un temporale.
Tuttavia, per capire davvero cosa sia la colite fulminante, si rende prima necessaria una breve descrizione della pancolite, cui essa è strettamente connessa.
La pancolite è l’infiammazione di tutto il colon e non solo di una sua parte, quindi il colon destro, il sinistro, il trasverso e il retto.
colite-spastica-fulminanteI sintomi tipici di pancolite sono diarrea con tracce di sangue, dolori addominali e crampi, perdita di peso, debolezza, febbre e sudorazione notturna.
Alcuni soggetti affetti da pancolite, per fortuna, presentano solo un’’infiammazione con relativi sintomi lievi, perfettamente rispondenti all’effetto dei farmaci.
In generale però, si può affermare che i pazienti con pancolite soffrono della variante di colite spastica più seria e più difficile da curare rispetto alle altre forme.

Questa schematica introduzione alla pancolite serve per specificare che la colite fulminante non è altro che una forma rara ma grave di pancolite. I pazienti colpiti da colite di tipo spastico-fulminante presentano sintomi significativi e marcati come disidratazione, dolore addominale grave, diarrea con sanguinamento e non di rado persino shock.
Essi corrono il rischio di sviluppare il megacolon tossico (ovvero la profonda dilatazione del colon a causa di una infiammazione grave) e la perforazione del colon, ovvero, per dirla in modo semplice, la sua rottura.
I pazienti affetti da colite fulminante e da megacolon tossico devono necessariamente essere curati in ospedale con potenti farmaci introdotti per via endovenosa.
Se tuttavia questi pazienti, come pure può accadere, non rispondono subito alla terapia, si rende indispensabile un intervento chirurgico per asportare il colon malato, e quindi per prevenire una perforazione o il megacolon tossico.
Anche se si tratta di una misura drastica ed evidentemente invasiva, il trattamento chirurgico è la sola strada percorribile per risolvere i casi più critici di colite fulminante.
In pratica, in queste situazioni, si procede all’asportazione del colon e alla creazione di un colon artificiale, che andrà a sostituirlo, ricavato da una parte dell’intestino tenue.
Fortunatamente si tratta di una soluzione definitiva e, una volta trascorso il normale periodo di convalescenza previsto dopo una qualsiasi operazione chirurgica, il soggetto sarà in grado di riprendere la sua vita normale senza subire ripercussioni particolarmente gravi rispetto alla qualità della stessa.